SIA.Fe

Sistema Informativo Archivistico Ferrarese

Sommario delle sezioni presenti in questa pagina:

 

salta il menu di servizio e vai al motore di ricerca
 

salta il motore di ricerca e vai al menu di sezione
Comune di Copparo
 

salta i contenuti e vai al login
Stato civile, anagrafe, censimenti


Questo ufficio, che oggi chiameremo "Servizi demografici", raccoglie il materiale inizialmente suddiviso in tre serie, la prima raccoglie la documentazione relativa allo Stato Civile, all'Anagrafe e all'elettorale. La seconda è riferita alla leva e agli oggetti militari. A questa si è aggiunta una serie relativa alle famiglie dei militari. Con il tempo le prime due serie si sono frammentate. Anche in questo caso abbiamo rispettato la configurazione che ha preso l'archivio con il tempo, perché ci sembra quella che più rispetta la struttura intrinseca dell'archivio, prima "costretto" in serie artificiali di comodo.

Il materiale dell'Ufficio è stato suddiviso nelle seguenti serie:
  1. Stato civile e anagrafe (che riprende la serie originaria)
  2. Registri
  3. Cartellini anagrafici (vecchio schedario di popolazione)
  4. Nati ad Ambrogio (forse parte dell'archivio della delegazione)
  5. Censimenti
STATO CIVILE E ANAGRAFE

La legge che restituiva la tenuta dei registri di stato civile ai Comuni (legge 15 novembre 1865, n. 2602), dopo un approfondito dibattito alla Camera, entrò in vigore fin dal 1865 nel territorio dello Stato Italiano, ad esclusione del Veneto e della provincia di Mantova ancora sotto il dominio austriaco. Il dibattito nasceva perché non si trattava di un semplice passaggio di competenze, ma di un vero e proprio radicale cambiamento, specie in materia di matrimonio con l'introduzione del matrimonio civile, a garanzia degli "acattolici e delle confessioni dissidenti".

Sia la legge italiana che quella napoleonica prevedevano che i Comuni tenessero aggiornati i registri di nascita, pubblicazione di matrimonio, matrimonio e morte, ma la legge del 1865 aggiungeva anche i registri di cittadinanza. L'obbligo di tenuta dei registri di Stato Civile è ribadito anche dalle leggi sull'amministrazione comunale più volte citate, mentre le norme relative a come tenere i registri sono ribadite dal nuovo ordinamento degli uffici di stato civile disposto con R. D. 9 luglio 1939, n.1238, che stabilisce fra l'altro la conformità di tali registri per tutto il territorio nazionale.

Lo Stato Italiano affidò ai Comuni anche il compito di tenere costantemente aggiornata la situazione della popolazione residente in uno speciale registro la cui adozione fu stabilita con D.R. 31 dicembre 1864, n. 2105. Il Regolamento spiegava che il registro doveva intendersi composto di fogli di famiglia, compilati per ogni nucleo familiare. I fogli intestati al capofamiglia dovevano essere raggruppati secondo l'ordine delle vie, piazze, frazioni in cui le famiglie avevano la loro residenza. L'adozione del registro di popolazione da parte dei Comuni non fu generale, e l'obbligo della sua istituzione, o del suo aggiornamento fu ribadito dall'art. 7 della legge 20 giugno 1871, n. 297.

Il nuovo regolamento del 1873 (R.D. 4 aprile 1873, n.1363) prevedeva che il registro di popolazione fosse impostato su tre elementi costitutivi: i fogli di casa, i fogli di famiglia e i fogli individuali. I fogli di casa riguardavano ciascuna costruzione avesse un numero civico, al loro interno erano conservati i fogli di famiglia, seguiti dai fogli individuali, intestati ai singoli cittadini. Il regolamento prevedeva anche l'istituzione di un registro di popolazione mutabile, per i residenti nel Comune per motivi contingenti (bambini a balia, ospiti istituzioni assistenziali, militari). La tenuta di tale registro fu abolita dal regolamento del 1901 (R.D. 21 settembre 1901, n.445) che semplificò la compilazione dei fogli componenti il registro, pur mantenendoli.

Altro regolamento fu quello del 1929 (R.D. 2 dicembre 1929, n.2132) che non introdusse modificazioni sostanziali, ma introdusse una duplice possibilità di ordinamento: per numero progressivo o per ordine alfabetico di vie e piazze di residenza. I comuni che avessero adottato la seconda soluzione dovevano istituire per ogni fabbricato una cartella di casa in cui conservare i fogli delle famiglie alloggiate.

Con la legge 24 dicembre 1954, n. 1228 sono state definitivamente eliminate le cartelle di casa, mantenendo solo le schede individuali, di famiglia e di convivenza.

La tenuta obbligatoria dei registri di popolazione è ribadita dal regolamenti per l'esecuzione della legge sull'amministrazione comunali e provinciale R.D. 10 giugno 1889, n.6107 e R.D 19 settembre 1899, n.394, R.D. 12 febbraio 1911, n.297

Archivio Stato civile, anagrafe e Leva militare
 
torna al sommario


ultima modifica: 08-07-2008
torna al sommario

codice XHTML 1.0 valido!codice XHTML 1.0 valido! icona livello di conformità AA, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0 - livello di conformità AA, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0

Città di Ferrara